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Vicenza

Provincia di Vicenza

Regione Veneto

Vicenza (in veneto Vicensa) è una città di 115.012 abitanti, 313.093 con la cintura urbana, dell'Italia nord orientale, capoluogo dell'omonima provincia (854.477 abitanti) sita nella regione Veneto.

È conosciuta come la città del Palladio - che vi realizzò numerose architetture - ed è un luogo d'arte tra i più importanti non soltanto del Veneto. È infatti meta di turismo culturale con flussi da ogni parte d'Italia ed anche dall'estero. Costituendo una realizzazione artistica eccezionale per i numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio, la città è stata inserita, nel 1994, tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, di cui sono parte anche le ville palladiane del Veneto (dal 1996).

La città è anche un importante centro industriale e economico italiano, cuore di una provincia costellata di piccole e medie imprese il cui tessuto produttivo ha registrato nel 2007 il terzo posto in Italia per fatturato nelle esportazioni, trainate soprattutto dal settore metalmeccanico, tessile e orafo: quest'ultimo raggiunge nel capoluogo berico oltre un terzo del totale delle esportazioni di oreficeria, facendo di Vicenza la capitale italiana della lavorazione dell'oro.

Geografia
Situata a 39 metri sul livello del mare (altitudine minima 26, massima 183), la città è cinta a sud dai Colli Berici e ad ovest dalle Prealpi. Il nucleo storico della città sorge alla confluenza del fiume Bacchiglione con il suo affluente Retrone, anche se la cinta muraria medievale comprende zone oltre le sponde di entrambi i fiumi. Altro corso d'acqua della città è l'Astichello.

Il territorio comunale comprende non solo il nucleo urbano, che si è notevolmente espanso nel corso del Novecento, ma anche delle zone di campagna in periferia e la zona di Monte Berico, che domina la città dall'alto.

Vicenza confina:
- a Nord con Costabissara, Caldogno, Dueville, Monticello Conte Otto, Bolzano Vicentino
- a Est con Quinto Vicentino e Torri di Quartesolo
- a Sud con Longare e Arcugnano
- a Ovest con Altavilla Vicentina, Creazzo, Monteviale

Per quanto riguarda la sismicità, il capoluogo berico è stato classificato come una zona 3 ovvero a sismicità bassa (Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003).

Clima
Vicenza ha un clima continentale con inverni freddi ed umidi ed estati calde ed afose. Effetti positivi hanno le colline e le montagne che, molto spesso, riescono a bloccare le perturbazioni. La città ricade nella Fascia Climatica E con 2371 gradi giorno,. Per questo motivo l'accensione degli impianti termici è consentita fino ad un massimo di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile. Mediamente la durata del giorno è di dodici ore e sedici minuti, con punta minima a dicembre (otto ore e quarantanove minuti) e massima a giugno (quindici ore e quaranta minuti).

Storia

Origini ed epoca romana
La città di Vicenza ha origini remote nel tempo. Le testimonianze della presenza dell'antico popolo dei Veneti, successivi agli Euganei, sono conservate nel Museo di Santa Corona e sono riconducibili ad alcuni secoli avanti Cristo: la fondazione della città infatti si situa tra l'XI e il VII secolo a.C. quando gli Euganei ne posero le fondamenta.

In seguito i Veneti si allearono con i Romani e la città divenne municipium romano, denominato Vicetia, sviluppandosi lungo la Via Postumia. In questo periodo Vicetia si arricchì di templi, ville, un grande teatro (il Teatro Berga) ed un acquedotto (Lobia). Vicetia fu organizzata secondo lo schema del castrum. Il decumano massimo, che attraversava la città da Ovest a Est, potrebbe identificarsi con l'attuale Corso Palladio ed era intersecato in corrispondenza alle attuali Contrà Porti e Contrà del Monte.

Nel luogo in cui ora sorgono piazza delle Erbe e Piazza Biade sono stati ritrovati numerosi resti e si presume che lì sorgesse il Foro della città. A sud di esso, lungo via SS. Apostoli, Piazzetta S. Giuseppe e via del Guanto è ben visibile il perimetro di quello che fu il Teatro Berga, e nei sotterranei dei palazzi, si notano gli antichi archi dello stesso, alcuni dei quali accessibili dall'interno di proprietà private.

In piazza Duomo si trova, in ottimo stato di conservazione, il Criptoportico Romano, parte di una "domus patrizia". Sotto alla cattedrale sono conservati e visitabili i resti di antiche abitazioni e strade. A nord di Vicenza in zona Lobbia sono visibili i resti degli archi dell'antico acquedotto. Con il diffondersi del Cristianesimo vennero costruite delle grandi chiese al di fuori dell'area urbana, la Basilica dei SS. Felice e Fortunato, San Giorgio e l'Abbazia di Sant'Agostino.

Epoca Medievale e l'alleanza con la Serenissima
In epoca medievale la città subì la dominazione degli Scaligeri. Dal 1404 al 1797, dandosi spontaneamente a Venezia (come fecero altre città venete e lombarde) entrò a far parte della Repubblica Serenissima Veneta con la sua capitale o dominante Venezia. Seguirono quattro secoli di pace e benessere, in cui le arti raggiunsero livelli eccelsi e l'economia prosperò. Il Cinquecento fu il secolo del grande architetto tardo-rinascimentale Andrea Palladio, che lasciò in eredità a Vicenza e al mondo intero un insostituibile patrimonio di architetture. Tra le opere principali la Basilica Palladiana nella centrale Piazza dei Signori, il Teatro Olimpico, Villa Capra detta la Rotonda posta appena fuori dall'abitato. La tradizione palladiana venne continuata da Vincenzo Scamozzi e da altri architetti fino al XVIII secolo.

Vicenza diventa "La città del Palladio"
Nel 1537 Giangiorgio Trissino, noto intellettuale e letterato vicentino che amava lo studio dell'antichità volle progettare la propria villa, e per questo assunse una squadra di lavoranti e scalpellini dediti agli elementi decorativi. Tra di essi ne notò uno in particolare, certo Andrea di Pietro della Gondola, nato a Padova nel 1508 e, come parse subito evidente, dotato di un notevole talento. Trissino lo prese subito sotto la sua ala protettrice, dandogli il soprannome classico di "Palladio" e portandolo con sé in numerosi viaggi, incontri e convegni che lo resero ben presto uomo di mondo e profondo conoscitore delle arti e della cultura. iniziò così la fulgida carriera del grande architetto che ha legato il proprio nome a quello di Vicenza in maniera così chiara e indelebile. Qui preme solo ricordarne l'importanza anche storica, che diede a Vicenza lo slancio socio-culturale per divenire polo di attrazione non solo in Italia, ma in tutta Europa, come testimoniano le visite in città di grandi studiosi e viaggiatori da varie nazioni, in particolare dall'Inghilterra, dove il palladianesimo ebbe grande fortuna e numerosi fautori.

Dall'Ottocento alla seconda guerra mondiale
Nell'Ottocento, dopo la caduta di Napoleone, la città passò all'Impero Austro-Ungarico e successivamente fece parte del Regno Lombardo-Veneto, per unirsi nel 1866 al Regno d'Italia. Se durante la prima guerra mondiale si combatté in gran parte nella provincia, la seconda guerra mondiale colpì anche la città, che fu gravemente danneggiata. Gli anni 1944 - 1945, sono quelli che, anche a Vicenza, vengono contraddistinti dai bombardamenti alleati. I primo tra più gravi è quello del 2 aprile 1944 quando vengono distrutti l'auditorium "Canneti" e i due teatri della città: il "Verdi" (costruito nel 1869) e l'"Eretenio" (eretto nel 1784). Il solo 18 novembre 1944 si contano 1000 morti causati dalle bombe "a spillo" che colpiscono una delle zone più popolose della città, il quartiere di San Bortolo. Il 18 marzo 1945 viene colpita la Basilica Palladiana, la cui cupola a carena rovesciata collassa. Alla fine della guerra si conteranno 150 milioni di euro di danni (attualizzati) e 2000 morti.

Dagli anni cinquanta ai giorni nostri
A partire dagli anni cinquanta un forte sviluppo economico ed industriale ne ha fatto una delle città più prospere d'Italia. Fu infatti a partire dal dopoguerra, grazie ad una preziosa sinergia di laboriosità, imprenditorialità e spirito innovativo, che Vicenza, assieme a tutta la sua vasta e operosa provincia, si rese protagonista di un notevole sviluppo economico, portandosi in breve tempo ai massimi livelli nazionali quanto a produzione di ricchezza e benessere. Il cosiddetto "miracolo italiano" che caratterizzò le cronache a cavallo degli anni cinquanta e anni sessanta, si tradusse ben presto nel fenomeno che oggi è anche definito "il modello vicentino". Questo importante processo di sviluppo economico, capace da solo di fare da traino a interi settori dell'economia nazionale, ha portato ad una inversione di tendenza rispetto al passato.

Quella che un tempo fu terra di emigrazione, di povera gente che lasciava la propria casa con la valigia di cartone legata con lo spago alla ricerca di fortuna e di lavoro, ora vede invece l'immigrazione di migliaia di persone provenienti da molti Paesi del mondo, e dalle stesse regioni meridionali italiane, alla ricerca di un lavoro stabile e remunerativo. Segno tangibile dei tempi che sono cambiati, oggi Vicenza accoglie le migliaia di immigrati di ogni etnia e nazionalità, forte della sua enorme capacità industriale e produttiva, e offre loro non solo un lavoro, ma anche un alloggio e una nuova possibilità di vita.

Fenomeno recentissimo, e paradossale, è poi quello che vede la difficoltà degli stessi imprenditori di alcuni comparti nel reperire la forza lavoro necessaria alla realizzazione dei manufatti, segno indiscutibile di un'economia quanto mai vivace e produttiva. Oggi Vicenza, pur consapevole di un passato vissuto per lunghi tratti quasi in sordina, può definirsi città ricca e aperta, tra i protagonisti della vita economica e sociale italiana.

Toponimo, stemma e onoreficenze

Toponimo
Pare che il primo nome dato dai Veneti alla città sia stato Berga, nome ricordato anche nel primo teatro romano costruito in città che si chiamava appunto Teatro Berga. Certa è, invece, la denominazione assunta in epoca romana: Vicetia o Vincentia o ancora Vicentia. Nel Secolo XI si arriva a Vicencia fino all'odierna Vicenza. L'origine del nome può essere fatta risalire al latino vincens (vincente) o al greco Oniketia (terra dei Veneti).

Stemma e bandiera [modifica]
« Di rosso alla croce d'argento »

(Descrizione araldica dello stemma del comune di Vicenza)

Lo stemma del Comune di Vicenza è costutuito da uno scudo rosso, a cui è sovrapposta una croce argento o bianca (nello stemma attuale la croce è argento ma nella bandiera comunale è bianca). Lo scudo è sovrastato dalla corona patriziale veneta. Le due medaglie oro, insignite alla città nel 1866 e nel 1995, sono appese al nastro azzurro al decusso dei rami di quercia e d'alloro, posti sotto lo scudo.

La città di Vicenza è l'unico comune italiano che, al posto di un proprio gonfalone, può fregiarsi della Bandiera Nazionale con, al centro, il simbolo della città. Vicenza è anche l'unica città italiana a detenere la propria bandiera decorata delle due Medaglie d'Oro al Valor Militare che sono appuntate alla stessa, alla stregua di una bandiera di guerra..

Onorificenze conferite alla città
Medaglia d'oro al valor militare
«Per la strenua difesa fatta dai cittadini contro l'irruente nemico nel maggio e giugno 1848»
— Vicenza, 19 ottobre 1866 - Il Re Vittorio Emanuele II.

Medaglia d'oro al valor militare
«Già insignita della massima onorificenza al valore militare per la strenua difesa opposta agli austriaci nel maggio-giugno 1848, la città non smentì mai, nel corso di due guerre mondiali, le sue elevate virtù patriottiche, militari e civili. Nel periodo della lotta di liberazione occupate dalle truppe tedesche, costituì subito, fra le sue mura, il comitato di resistenza della Regione Veneta che irradiò poi, in tutta la Provincia ed oltre, quella trama di intese e di cospirazioni che furono necessarie premesse di successive e brillanti operazioni militari. Le sue case, i sui colli, le sue valli servirono allora da rifugio ai suoi figli migliori che, da uomini liberi, operarono per la riscossa e che, braccati e decimati da feroci rappresaglie, sempre tornarono ad aggredire il nemico, arrecando ingenti danni alle sue essenziali vie di comunicazioni ed alla sua organizzazione, logistica e di comando. I primi nuclei partigiani e dei G.A.P., operanti in città, e, inseguito, le numerose Brigate delle Divisioni "Vicenza", "Gerami" e "Ortigara", gareggiando in audacia e valore, pagando un largo tributo di sangue alla causa delle Liberazione, mentre gran parte della popolazione subiva minacce, deportazione, torture e morte e centinaia di altri suoi cittadini in divisa combattevano all'estero, per la liberazione di altri paesi d'Europa. Benché devastata dai bombardamenti aerei, che causarono oltre 2000 vittime e che d'altrettante straziarono le carni, mutilata nei suoi insigni monumenti, offesa nei suoi sentimenti più nobili, la città mai si arrese al terrore tedesco, ma tenne sempre alta la fiaccola della fede nel destino di una Patria finalmente redenta (10 settembre 1943 - 28 aprile 1945).»
— Vicenza, 11 marzo 1995 - Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Medaglia ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte
— Vicenza, 2 giugno 1969 - Il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

Onorificenze conferite dalla città
La Palladio d'oro è un premio onorifico che viene consegnato a personaggi che si sono particolarmente contraddistinti nei rispettivi campi professionali con lo scopo di legarli alla città (qualora non siano vicentini) o di renderli ambasciatori di Vicenza nel mondo.

Variazioni
La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1987 distacco di territori aggregati ai comuni di Caldogno e Torri di Quartesolo e aggregazione di territori staccati dai comuni di Caldogno e Torri di Quartesolo (zone disabitate).

Cultura

Principali monumenti
La Basilica Palladiana, riedificata a partire dal 1549 dal Palladio è il più celebre edificio pubblico. Affacciato su Piazza dei Signori, costituiva già nel medioevo il fulcro di attività non solo politiche (consiglio cittadino, tribunale) ma anche economiche . All'edificio originario, realizzato in forme gotiche, Palladio aggiunse le sue logge classicheggianti in pietra bianca, risolvendo i difficili problemi statici e adottando, grazie all'uso della serliana, un ingegnoso stratagemma per nascondere le differenti distanze tra i pilastri ereditate dai precedenti cantieri. L'ambiziosa copertura a carena di nave rovesciata, ricoperta da lastre di rame, in parte sollevata da grandi archivolti, risalente a metà Quattrocento, fu distrutta durante un bombardamento nella seconda guerra mondiale e ricostruita; è ora oggetto di un sofisticato restauro iniziato nel 2007 la cui conclusione è prevista per la primavera del 2009.

A fianco della Basilica svetta la Torre Bissara.

Palazzo Chiericati, oggi pinacoteca civica, fu costruito tra il 1550 e il 1680 sempre da Palladio come residenza privata nobiliare. Il grande palazzo è costituito da un corpo centrale con due ali simmetriche leggermente arretrate, dotate di grandi logge al livello del piano nobile. L'armonica facciata è strutturata in due ordini sovrapposti, soluzione fino ad allora mai utilizzata per una residenza privata di città, con un coronamento di statue. Ubicata laddove un tempo confluivano il Bacchiglione e il Retrone, l'architetto la rialzò per evitare esondazioni.

Il vicino teatro Olimpico, iniziato nel 1580 quale ultimo progetto di Palladio e finito dall'allievo Vincenzo Scamozzi, è generalmente ritenuto il primo esempio di teatro stabile coperto dell'epoca moderna. Fu ultimato postumo limitatamente alla cavea completa di loggia e al proscenio. Scamozzi disegnò le scene lignee, di grande effetto per il loro illusionismo prospettico e la cura del dettaglio, che si possono tuttora ammirare. Fu inaugurato il 3 marzo 1585 con la rappresentazione dell'Edipo re di Sofocle ed è tuttora utilizzato.

Casa Pigafetta, edificata nel 1440, fu dimora di Antonio Pigafetta, che la rielaborò nel 1481 fino ad assumere le sembianze attuali. È un raro esempio di gotico fiorito, con singolari partiture decorative incentrate sul motivo a torciglione. Le porte laterali sono trilobate, in arabesco. Il portale rinascimentale è affiancato da un motto che allude allo stemma di famiglia.

Nei pressi il fiume Retrone è scavalcato dal caratteristico Ponte San Michele, del 1623, da cui si gode la vista di una parte del Centro Storico della città.

Villa Capra detta la Rotonda, costruita da Palladio a partire dal 1566 circa a ridosso della città, è una innovativa villa suburbana originariamente intesa per funzioni di rappresentanza, ma anche come tranquillo rifugio di meditazione e studio. È uno dei primissimi esempi dell'applicazione di una pianta centrale ad un edificio privato. Consiste di un edificio quadrato, completamente simmetrico ed inscrivibile in un cerchio perfetto. Ognuna delle quattro facciate identiche è dotata di un avancorpo con loggia da cui si accede alla sala centrale, sormontata da una cupola (conclusa da Scamozzi). Anche nell'apparato decorativo sono inseriti elementi formali destinati a suggerire un senso di sacralità. Sita sopra la cima tondeggiante di un piccolo colle accanto a Monte Berico, la sua pianta fu ruotata di 45 gradi rispetto ai punti cardinali per consentire ad ogni stanza un'analoga esposizione solare.

Villa Valmarana "Ai Nani", anch'essa opera del Palladio è situata alle pendici di Monte Berico. Proprietà della famiglia nobiliare dei Valmarana, è ancor oggi in parte abitata dalla famiglia. È caratterizzata da sculture in pietra rappresentanti dei nani, un tempo sparsi nel parco, oggi allineati sul muro di cinta (da cui il nomignolo con cui è conosciuta). La villa si trova a poca distanza dalla Villa Capra detta la Rotonda. Il viale di accesso alla villa si dirama infatti dalla strada per la Rotonda, distante poche centinaia di metri.

Palazzo Leoni Montanari, del 1678 e completato nella prima metà del Settecento, è un edificio barocco eretto laddove i Leoni Montanari già possedevano i propri stabili, accogliendo sale per la filatura della seta, decorato con affreschi da Paolo Pagani con episodi della mitologia greco-romana. Nel XVIII secolo subì una rivisitazione in stile neoclassico. Ospita attualmente un museo privato (di proprietà di Banca Intesa) in cui sono esposti alcuni capolavori della pittura veneta e una collezione di icone russe.

La Loggia del Capitanio è un palazzo di Andrea Palladio che si affaccia sulla centrale Piazza dei Signori, di fronte alla Basilica Palladiana. Fu decorato da Lorenzo Rubini. Il palazzo fu progettato nel 1565 e costruito dal 1571 al 1572 come residenza per il rappresentante della Repubblica di Venezia in città. Oggi è sede del consiglio comunale.

La Basilica dei Santi Felice e Fortunato, eretta nel X secolo, è una basilica paleocristiana inizialmente rettangolare, poi raddoppiata e divisa in tre navate. I benedettini, a seguito delle invasioni ungare, edificarono un nuovo battistero e l'abside semicircolare, aggiungendo il campanile e il rosone, nonché una sequenza di archetti ciechi e una croce bizantina in facciata. Fu ricostruito un secolo dopo la distruzione, per volere del vescovo Rodolfo e con il contributo dell'imperatore Ottone II.

Il santuario della Madonna di Monte Berico, realizzato in due tempi, prima nel 1428, poi concluso nel 1703 da Carlo Borella, è costituito da due chiese risalenti a due epoche diverse: la prima di stile gotico, la seconda una basilica in stile classico e barocco. All'interno è visibile il dipinto La cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese. Il campanile, del 1826, fu disegnato da Antonio Piovene. La costruzione commemora le due apparizioni della Madonna ad una pia donna vicentina, Vincenza Pasini, che abitava in un paesello della provincia, e la liberazione della città da una terribile pestilenza.

L'oratorio di San Nicola da Tolentino, finito nel 1678 su commissione dell'omonima confraternita, è una cappella che ospita un ciclo di tele incentrate sulla vita del Santo, tra i massimi vertici del misurato barocco vicentino.

Musei
Diversi sono i musei presenti in città sia di proprietà comunale che privata.

- Il Museo naturalistico ed archeologico di Santa Corona, inaugurato nel settembre 1991, è allestito nei due chiostri del monastero domenicano che affiancano la chiesa di Santa Corona in pieno centro storico. All'interno il percorso espositivo è diviso in due sezioni: quella naturalistica che illustra la morfologia del territorio vicentino con la sua flora e la sua fauna e la sezione archeologica con reperti che vanno dal paleolitico all'epoca longobarda.
- La Pinacoteca civica di Palazzo Chiericati, è il più antico museo della città. Inaugurato il 18 agosto 1855, ospita ora le collezioni di pittura e scultura, il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe e il Gabinetto Numismatico. Un nucleo importante di dipinti è costituito dalle pale d'altare di Bartolomeo Montagna, Bonconsiglio, Cima da Conegliano, Speranza e Fogolino, cui si aggiunge un gruppo di opere di carattere civile, Jacopo Da Bassano, Maffei, Carpioni. Grazie a donazioni gentilizie nell'Ottocento, la Pinacoteca si è arricchita di capolavori di Tintoretto, Antoon van Dyck, Sebastiano e Marco Ricci, Luca Giordano, Giambattista Tiepolo, Piazzetta e i 33 disegni di Palladio. Le donazioni comprendono infine il lascito di Neri Pozza, costituito da sculture e incisioni dello stesso artista e dalla sua collezione d'arte contemporanea, comprendente opere di Carlo Carrà, Filippo De Pisis, Guidi, Osvaldo Licini, Ottone Rosai, Gino Severini, Emilio Vedova.
- Le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sede espositiva di Banca Intesa Sanpaolo, è stato inaugurato nel 1999 ed ospita una importante collezione di oltre 400 icone russe e opere del Settecento veneziano. Annualmente, presso il laboratorio interno di restauro, viene riportata all'originario splendore una o più opere d'arte che vengono presentate nella rassegna Restituzioni in maggio.
- Il Museo Palladio presso Palazzo Barbaran Da Porto, sede del CISA (Centro Internazionale Studi di Architettura Andrea Palladio) è stato aperto nel 1997. All'interno sono esposti i modelli lignei e i calchi realizzati in occasione delle mostre palladiane degli anni settanta, modelli computerizzati animati, multimedia, archivi storico-documentari su Palladio e sul restauro. Al tempo stesso il Museo Palladiano produce un calendario organico di mostre dedicate all'architettura.
- Museo di Palazzo Thiene, ospitato presso l'omonimo palazzo, sede storica della Banca Popolare di Vicenza, conserva una pinacoteca con dipinti dal XV al XIX secolo, un nucleo di trecento incisioni settecentesche uscite dai torchi della stamperia dei Remondini di Bassano, una parte dedicata alla ceramica e una alla scultura.
- Il Museo del risorgimento e della resistenza sorge sul colle Ambellicopoli presso la villa Guiccioli, poco dopo il Santuario di Monte Berico. L'Istituto raccoglie le memorie di eventi e di personaggi che appartengono alla storia d'Italia e che furono pro­tagonisti nelle vicende storiche della città. I documenti e i cimeli delle raccolte portano infatti la testimonian­za degli avvenimenti vicentini e nazionali­ ed in qualche caso europei come le vicende belliche che vanno dalla prima campagna d'Italia di Napoleone nel 1796 alla fine della seconda guerra mondiale e alla lotta di liberazione (1945).
- Il Museo diocesano, inaugurato nel 2005, è situato nei saloni del Palazzo vescovile ed ospita una ricca collezione di arte sacra.
- Il museo del seminario vescovile.

Teatri principali
Vicenza è una città con una lunga tradizione che la lega al teatro. Essa, fino alla seconda guerra mondiale, aveva parecchie strutture, tra cui le più importanti erano: il Teatro Verdi, il Teatro Eretenio e il Teatro Olimpico. I primi due vennero distrutti dai bombardamenti alleati, mentre il Teatro Olimpico è rimasto e rimane tutt'oggi uno dei principali teatri della città. Di recente è stato inaugurato il nuovo teatro comunale di Vicenza che è andato al colmare la mancanza di una grande struttura lasciata dalla guerra. I principali teatri di Vicenza sono:

- Il Teatro Olimpico, progettato da Andrea Palladio. Famoso soprattutto per la sua somiglianza con i teatri dell'antica Grecia, è stato il primo teatro coperto del rinascimento. L'Olimpico è sede soprattutto di spettacoli classici. Si trova in Piazza Matteotti, vicino a Palazzo Chiericati, sede della Pinacoteca Civca.
- Il Teatro comunale Città di Vicenza, una moderna struttura collocata in viale Mazzini progettata da Gino Valle, la cui inaugurazione è avvenuta il 10 dicembre 2007. Il teatro è dedito soprattutto alla lirica, alla prosa, alla musica ed al balletto.
- Il Teatro Astra, situato vicino al quartiere Barche, è sede soprattutto degli spettacoli fatti dalla compagnia teatrale "La Piccionaia - I Carrara"
- Il Teatro San Marco situato, in centro storico, è sede di spettacoli fatti soprattutto da piccole compagnie teatrali per le quali viene organizzato anche un apposito concorso chiamato La Maschera d'Oro.
- L'auditorium Canneti, situato dietro il Teatro Olimpico, è sede di molti concerti.

Aree verdi in città
Oltre ai classici parchetti di quartiere in città esistono numerose aree verdi, alcune storiche (Campo Marzo e Giardini Salvi) altre di recente istituzione (Parco del Retrone, Parco Fornaci). Tutti i parchi, le aiuole e le piante di Vicenza sono curate dall' AMCPS (Azienda Municipale Conservazione Patrimonio e Servizi). I parchi più importanti della città sono:

- Campo Marzo: è la più grande area verde della città, la più antica ad essere di proprietà comunale ed una delle poche ad essere priva di limitazione degli orari d'accesso (il parco è privo di recinzioni). Sorge alle pendici di Monte Berico, a ridosso della stazione ferroviaria. Diviso in due settori da viale Roma, questo parco presenta, nella parte ovest, una serie di vialetti che cingono alcune statue (una ad Antonio Pigafetta, una ad Antonio Fogazzaro) e il grande parco giochi di via dell'Ippodromo, e dalla parte est il caratteristico viale Dalmazia (completamente riqualificato in anni recenti) dove, a settembre, vengono collocate le giostre per la festa della Santa Patrona.
- Giardini Salvi: questo piccolo giardino (aperto dal 1909) adiacente alle mura di piazza Castello, in pieno centro, presenta una ricca vegetazione, un andamento sinuoso dei suoi viali, che si snodano tra fontane e statue, costeggiando la roggia Seriola. Importanti sono la presenza della loggia Longhena e loggia Valmarana, entrambe in stile palladiano. Da alcuni anni, nei Giardini, si tengono i mercatini natalizi.
- Parco Querini: altro grande polmone verde del capoluogo (120.000 mq), situato tra il centro storico e l'ospedale San Bortolo, è caratterizzato da vasti prati, da un esteso boschetto e da un suggestivo viale alberato (fiancheggiato da statue di stile classico), che porta ad un tempietto monoptero adagiato su un' isoletta, in mezzo ad uno stagno. Divenuto di proprietà comunale nel 1971, oggi è il parco per eccellenza dove fare jogging, vista anche la presenza di un percorso vita.
- Parco del Retrone: si tratta di un parco che si estende lungo il fiume Retrone, nel quartiere dei Ferrovieri, terzo parco per estensione (40.000 mq). Ricco di giovani alberi (il parco è stato creato una decina di anni fa), cespugli fioriti e spazi per lo sport (pallavolo, calcio e canoa), è gestito dalla Legambiente, che annualmente vi organizza Festambiente.
- Parco di Villa Guiccioli: il parco si trova nei pressi del Museo del Risorgimento e della Resistenza ed occupa la sommità del colle Ambellicopoli con un'estensione di circa quattro ettari. È ricco di piante appartenenti sia alla flora locale che a specie esotiche tra cui la Zelcova, censita tra gli alberi monumentali della provincia di Vicenza.
- Oasi naturalistica di Borgo Casale oasi creata nel 1998 nell' omonima frazione a sud del capoluogo, è costituita da circa 30 ettari di invasi acquitrinosi utilizzati (fino ad alcuni decenni fa) per lo sfruttamento dei sedimenti argillosi. Terminata l'attività di escavazione, l'area si è popolata di animali e piante tipiche delle zone ricche d'acqua. Oggi l'Oasi (gestita e protetta dal WWF) si presenta come una delle poche "zone umide" naturali della pianura vicentina.
- Parco Fornaci: ultimo parco ad essere stato creato in città (l'inaugurazione è avvenuta nell'estate del 2007), presenta un'estensione di 35.000 mq e si colloca nella zona di viale Crispi, in un' area che ha richiesto un intervento di bonifica ambientale dopo la demolizione delle vecchie Fornaci Lampertico. Il parco è dotato di un centinaio di piante, di un laghetto, tre fontane con giochi d'acqua, strutture ricreative come un campo da bocce, un percorso vita ed una futura pista da skate-board che dovrebbe essere realizzata a breve.

Biblioteche
- La più importante biblioteca della città è la Biblioteca Civica Bertoliana , attiva dal 1708 che dispone (nella sola sede principale di Palazzo San Giacomo) di 417.052 volumi e che è presente nella città attraverso il Sistema Bibliotecario Urbano nelle sedi di Palazzo Costantini, Riviera Berica, Villa Tacchi, Anconetta, Laghetto, Villaggio del Sole e Ferrovieri.
- Altra biblioteca storica è la Biblioteca Internazionale La Vigna (facente parte del Centro di Cultura e Civiltà Contadina) che dispone di 42.000 volumi incentrati principalmente nel settore di studi sull'agricoltura e sulla cultura e civiltà del mondo contadino. Ha sede nel palazzo Brusarosco Zaccaria, edificio ottocentesco in parte (la Casa Gallo) restaurato da Carlo Scarpa.

Istruzione
La città presenta la più alta densità scolastica di tutto il Veneto e una delle più alte d'Italia, soprattutto sotto il profilo delle scuole medie superiori (per confronto, la Regione istituisce ben dodici borse di studio per la mobilità europea nella sola provincia di Vicenza, più di ogni altra provincia veneta).

Università
Dal 1990 Vicenza ha una sede staccata dell'Università di Padova; per la facoltà di Ingegneria sono attivati i corsi di ingegneria gestionale (anche magistrale), ingegneria meccanica e ingegneria meccatronica mentre per la facoltà di Medicina veterinaria è attivato il corso di sicurezza alimentare. Dal 1999 è anche sede staccata dell'Università di Verona, dove per la facoltà di Economia sono attivati i corsi di economia del commercio internazionale (anche magistrale) e economia e amministrazione delle imprese. Le sedi universitari sono sparse in vari punti della città (complessi di Santa Maria Nova, San Pietro, San Nicola, Barche ed aula polifunzionale all' ex cinema Arlecchino). Nel 2007 sono iniziati i lavori per la costruzione del nuovo Polo Universitario di Vicenza.

In città trova posto anche il conservatorio di musica "Arrigo Pedrollo".

Appuntamenti della città
- StraVicenza: gara podistica competitiva e non che si snoda per un tracciato di 1.5, 4.5 e 10 km lungo le vie del centro storico in marzo.
- Granfondo Wilier Città di Vicenza: granfondo ciclistica sui Colli Berici con partenza e arrivo in città (aprile).
- New Conversation Vicenza Jazz: festival internazionale di musica jazz che anima la città nel mese di maggio.
- Festival Biblico: un'occasione per incontrare o ri-scoprire le sacre Scritture con vari eventi per le vie della città e non solo (fine maggio).
- Festambiente Vicenza, manifestazione promossa da Legambiente sugli stili di vita alternativi ed ecocompatibili presso il Parco del Retrone a fine giugno, è la seconda edizione più importante d'Italia per affluenza.
- Settimane Musicali al Teatro Olimpico: Festival di musica da camera e opere che si tiene a giugno al Teatro Olimpico
- Festa della Musica: si svolge il 21 giugno in occasione della Giornata Europea della Musica. Per tutta la sera musica, teatro, danza e arte animano diversi angoli della città come piazze, strade, palazzi, gallerie d'arte, chiese e locali pubblici, il tutto condito da musei, teatri e negozi aperti.
- Vicenza Estatefest: concerti, film all'aperto e spettacoli teatrali da giugno ad agosto.
- Luci e suoni sotto le mura: evento del luglio vicentino. Chiuso al traffico viale Mazzini (che costeggia le mura scaligere) e fino a tarda ora spettacoli e musica.
- Notte di musica e magia e Cena dei Oto: manifestazione di settembre. Da fine agosto a Campo Marzo arrivano le giostre. La festa culmina l'8 settembre, festa patronale, con una cena sotto le stelle lungo Corso Palladio (a cui partecipano amministratori, vip, ma anche tutti i vicentini che riescono a trovare posti disponibili). La stessa sera c'è anche una festa lungo i portici di Monte Berico con esibizione di artisti lungo viale X giugno e cantanti sul palco di piazzale della Vittoria.
- Campionato internazionale equestre, premio "Città del Palladio": manifestazione equestre di quattro giorni che si svolge a Parco Querini (settembre).
- Premio E.T.I. Gli Olimpici del teatro: sono gli oscar del teatro italiano. Manifestazione che si svolge da pochi anni ma che riscuote già una certa popolarità nel mondo teatrale italiano. Viene presentata da Tullio Solenghi, si svolge al Teatro Olimpico e viene trasmessa in differita su Rai Uno.
- Culture & Music by Night: ovvero la notte bianca vicentina. Si svolge in ottobre in concomitanza con CioccolandoVi (manifestazione sul cioccolato).
- Rally "Città del Palladio": gara automobilistica che parte e arriva in città in novembre.
- Dolce Natale a Vicenza: manifestazioni per tutto l'Avvento. La vigilia vede l'appuntamento di "Corri Babbo Natale, corri!" corsa non competitiva dove partecipano atleti e non, tutti rigorosamente vestiti da babbo natale.

Quartieri
Ogni circoscrizione raggruppa a se diversi quartieri che sono il cuore pulsante della città. Le frazioni oggi sono tali solo da un punto di vista tecnico in quanto l'espansione della città negli ultimi anni, ha portato queste aree ad avere un' unica soluzione di continuità con Vicenza al pari dei quartieri cittadini più centrali.

Centro
Nucleo centrale e storico della città, delimitato in parte dalle fortificazioni scaligere (dove ancora presenti) e dai viali della circonvallazione interna (Mazzini, D'Alviano, fratelli Bandiera, Rodolfi, Legione Gallieno, Margherita, Risorgimento, Milano). Conserva la maggior parte del patrimonio artistico della città, nonché tutte le sedi istituzionali e alcune sedi associative. Caratteristica di diverse vie storiche di questa parte di città è l'appellativo di contrà in quanto si trattava di strade principali degli antichi quartieri (le contrade).

Monte Berico
Quartiere residenziale tra i più eleganti di Vicenza (soprannominato la Beverly Hills vicentina[senza fonte]) è una delle zone più suggestive della città. Le strade che salgono verso il Santuario della Madonna di Monte Berico portano al Piazzale della Vittoria da dove si ha una stupenda vista della città dall'alto, Insieme alla tradizionale vasca in Corso Palladio (ovvero il passeggiare da un estremo all'altro della principale via del centro), la salita verso il santuario (che si fa o sotto gli alberi o sotto i portici di viale 10 giugno) è un'altra delle passeggiate (soprattutto estive) dei cittadini.

San Pio X
Quartiere sorto tra gli anni 1950 - 1970 con la creazione di un apposito PEEP e che si trova nella parte est della città delimitato da viale della Pace, strada Bertesina e la caserma Ederle. È una zona a prevalente carattere residenziale, ricca di servizi (scuole di ogni ordine e grado, piscina scoperta, sede della circoscrizione 3, biblioteca di zona) dove convivono vicentini e stranieri (notevole è la presenza di americani, vista la vicinanza con la caserma Ederle). Ospita ogni venerdì il mercato di zona.

Bertesina
Grandi proprietà terriere, di famiglie il cui nome è ancora legato alle ville antiche caratterizzano questo piccolo quartiere. Famosa è Villa Marcello-Curti, opera sicura di Andrea Palladio del 1543 circa. Bellissima è la Villa Ghislanzoni del Barco Curti del secolo XVI, ripresa e rinnovata nel 1764.

Bertesinella
Terza Circoscrizione. Si trova all'estremità orientale del comune di Vicenza. Simile ai paesi sorti lungo le strade principali è uno dei quartieri di più recente formazione, si espande lungo via Cà Balbi. È iniziato alla fine degli anni 50, quando 40 famiglie circa presero alloggio nelle case comunali all'estremità sud di Contrà Paglia. Poi cominciò a crescere anche con la costruzione della nuova chiesa e delle scuole. Il nome deriva dal fatto che doveva essere un semplice prolungamento di Bertesina. Nel corso degli anni, invece, la zona si è sviluppata maggiormente rispetto alla "madre". Il mercato di zona si tiene il sabato.

Casale
Zona che si inserisce tra il Bacchiglione a sud, e la ferrovia a nord, nella periferia Sud-Est di Vicenza. Vi si può ammirare l'oasi naturalistica realizzata nelle vecchie cave di argilla di proprietà del comune di Vicenza curata dal personale del WWF. Sono famose anche alcune Ville antiche: Villa Pigatti del 1600, che domina un vasto ambiente naturale fino al Bacchiglione, Villa Colognese del 1500, anch'essa di notevole importanza.

San Pietro Intrigogna
Si trova nella parte sud-est del comune. È una frazione con vocazione agricola tra i fiumi Tesina e Bacchiglione. Il nome "Intrigogna" deriverebbe dall'espressione latina Intra cuneum, che sta ad indicare la posizione della frazione nella confluenza dei due fiumi citati. Fino al XVII secolo era un comune autonomo, ma solo nel 1769 si divise dalla parrocchia di Casale. Con l'amministrazione napoleonica il comune di S. Pietro Intrigogna fu soppresso e riunito a quello di Vicenza. Monumenti degni di importanza sono Villa Rubini e la Chiesa all'interno della quale è presente un organo storico costruito dalla Ditta Dal Santo di Cogollo del Cengio risalente al 1897.

Cattane
Si può considerare il quartiere più centrale della circoscrizione 6, è il più vasto, il più popolato ed è caratterizzato da un tessuto sociale eterogeneo. Nel suo territorio si trova il Centro Civico di Villa Lattes (sede della circoscrizione 6). La disponibilità di un Centro Civico di nuova e accogliente realizzazione offre l'opportunità di ospitare le molte Associazioni circoscrizionali. Attorno alla Parrocchia di Santa Bertilla trovano spazio un'intensa attività sociale e ricreativa.

San Lazzaro – Pomari
Può essere suddiviso in due distinte aree territoriali: quella sorta a cavallo degli anni 60 e i primi anni 70, e quella più recente, anni 80/90, denominata zona Pomari. San Lazzaro negli anni settanta era tristemente famosa per l'alto tasso di criminalità (soprattutto spaccio e fabbricazione di droga) che vi era in quegli anni. Mentre la zona di San Lazzaro è contraddistinta dal carattere prettamente residenziale, la zona Pomari (tutt'ora in espansione) oltre a moderni condomini ospita le sedi di TVA Vicenza, Il Giornale di Vicenza e il palazzo dell' Associazione Artigiani.

Villaggio del Sole
Sorto ai primi anni 60 grazie al Piano Case dell' INA, la caratteristica del quartiere è la costruzione "a biscio" di diversi palazzi che danno un andamento sinuoso anche alle stesse strade. Inoltre la dotazione di verde, che caratterizza ogni edificio, attribuisce al quartiere una dimensione armoniosa. In questa zona si trova anche Villa Rota Barbieri (1600/1700) con la torre quattrocentesca, struttura, che dopo anni di chiusura, è ritornata a funzionare diventando un Centro diurno riabilitativo per malati di Alzheimer. Ospita la biblioteca di zona e il mercato settimanale si svolge il sabato.

San Bortolo
Storico quartiere della città al cui interno è situato l'omonimo ospedale. Caratterizzato da uno sviluppo stratificato negli anni (il nome deriva dalla presenza di una porta risalente alla fotificazione scaligera), è stato uno dei quartieri più danneggiati dalla seconda guerra mondiale a causa della presenza di una caserma (oggi diventata centro di addestramento della Gendarmeria Europea).

San Paolo
Quartiere sorto a partire dagli anni 70, costituisce il cuore sportivo della città vista la presenza al suo interno del palasport "Città di Vicenza", del pattinodromo, della campo di atletica "Guido Perraro" e delle piscine (coperte e scoperte). Ha il mercato ogni mercoledì.

Laghetto
Quartiere nella zona nord di Vicenza deve il suo nome alle origini acquitrinose della zona e al fatto che, con la sua costruzione iniziata negli anni '60, si è scelto di dare alle vie tutti nomi di laghi. È uno dei quartieri residenziali più tranquilli della città anche perché è separato dai caotici viali della circonvallazione da un lungo rettilineo (chiamato via dei Laghi) che porta nel centro del quartiere. È sede della circoscrizione 5, del palasport "Palalaghetto" e della biblioteca di zona. Ospita il mercato ogni venerdì.

Parco Città
Recente quartiere, nato a fine anni 90, in parte realizzato con i soldi del Giubileo del 2000. È caratterizzato da moderni palazzi collegati da una grande galleria commerciale al piano terra. Ospita la sede della circoscrizione 4.

Ferrovieri
Il quartiere - un tempo aperta campagna e chiamato "Riva alta" dagli argini del vicino fiume Retrone - è situato a sud-ovest della città, tra la ferrovia Milano-Venezia e questo corso d'acqua. Il nome ufficiale - fin dagli anni '20 - è di "Quartiere delle Medaglie d'Oro" (molte delle vie del rione sono infatti dedicate a decorati al V.M.) ma il fatto che i primi abitanti furono gli operai del vicino "Arsenale" (Officine Grandi Riparazioni) delle Ferrovie dello Stato ospitati nelle case appositamente edificate per loro ("Casermoni"), battezzò spontanemanete il Quartiere come "Ferrovieri". La zona si sviluppò ulteriormente tra le due guerre con l'apertura del Lanificio Rossi, assumendo uno spiccato carattere operaio e "popolare", fino ad arrivare ai recenti ampliamenti residenziali degli anni 90. Durante la Prima Guerra Mondiale il quartiere (all'epoca composto solo dalle case dei ferrovieri) venne utilizzato come caserma dall'Esercito Italiano. Nella zona è presente un parco fluviale di 40mila mq chiamato Parco del Retrone, ove tutti gli anni viene organizzata Festambiente Vicenza, una manifestazione creata da Legambiente che parla di molte tematiche sociali. Il quartiere è sede della circoscrizione 7. Ospita il mercato ogni martedì. Nel quartiere è presente il consolato onorario di Bielorussia. La Parrocchia è dedicata a Sant'Antonio da Padova e venne eretta nel 1959; in precedenza la zona era seguita spiritualmente da sacerdoti dipendenti dalla parrocchia-madre di San Felice e Fortunato. L'attuale chiesa è stata inaugurata e benedetta nel 1966.

Economia
Le statistiche che prendono in esame i principali indicatori economici vedono la città berica, insieme alla sua provincia, collocarsi in posizioni di eccellenza, segno di un tessuto produttivo e commerciale dinamico e ben strutturato, forte nei numeri e attento agli aspetti qualitativi, protagonista sul mercato interno e con una strategica propensione all'export. Nel territorio sono presenti numerose industrie metallurgiche, tessili, chimiche e di fibre sintetiche, farmaceutiche, cartarie, editoriali, di produzione di macchine elettriche, elettroniche, agroalimentari, ottiche e di produzione di apparecchi meccanici. Alcune di esse nel corso degli anni sono state trasferite nelle ZAI dell'hinterland.

Nell'export, Vicenza raggiunge il terzo posto tra tutte le province italiane . Quest'area si colloca alle spalle di Milano, capitale finanziaria per eccellenza, e di Torino, dove ha sede la Fiat, una delle più importanti industrie automobilistiche europee. Un risultato ancora più significativo, considerato che i 9 miliardi e 266 milioni di euro di fatturato export (rif. nel 2005) sono realizzati da una struttura produttiva fatta principalmente di tante piccole e medie imprese, capaci, nonostante le ridotte dimensioni, di competere con i grandi gruppi internazionali grazie ad armi quali la flessibilità, la specializzazione, l'elevato tasso tecnologico e i livelli qualitativi raggiunti. I mercati di destinazione vedono in testa i Paesi dell'Unione Europea (38,6%); seguiti dell'America Settentrionale (15,7%), dell'Europa Centro-Orientale (15,2%) e dai i paesi dell'Asia (11,7%).

Il sistema produttivo di questa città è inoltre affiancato da un considerevole numero di attività di supporto strategico: si tratta di aziende del terziario avanzato, banche e gruppi finanziari, un importante polo fieristico, realtà impegnate nel campo della formazione, una dinamica rete di servizi offerti dagli enti istituzionali, tra i quali spicca la Camera di Commercio di Vicenza e l'azienda speciale Vicenza Qualità, impegnata nella promozione dei prodotti vicentini e nel supporto all'internazionalizzazione delle imprese.

L'Associazioni Artigiani di Vicenza e Confindustria Vicenza , sono tra le principali associazioni d'Italia per numero d'iscritti.

Settore primario
Nonostante l'agricoltura e l'allevamento abbia perso notevole importanza nel corso degli anni, lasciando spazio alle industrie, la provincia di vicenza si contraddistingue per la coltivazione di cereali e per la vite. Diverse sono le zone di produzione DOC con vini quali il Breganze Cabernet, il Gambellara, il Colli Berici Garganega. La cantina sociale cooperativa Colli Vicentini è una tra le più importanti d'Italia così come la cantina privata Zonin è una delle più conosciute.

Il Mercato Ortofrutticolo di Vicenza raccoglie tutte le principali produzioni agricole locali come i piselli di Lumignano, gli asparagi bassanesi, la ciliegia di Marostica, il riso di Grumolo delle Abbadesse, le patate di Rotzo, il tartufo di Nanto, il broccolo fiolaro di Creazzo fino ad arrivare, negli ultimi anni,alla produzione di olio nella zona dei Colli Berici e sotto il massiccio del Monte Grappa (denominata Conca degli ulivi).

Molto attivo è anche l'allevamento di bestiame destinato alla produzione di latte (la Centrale del latte di Vicenza è attiva in città dal 1929 ed è rimasta fino al 1997 un'azienda municipalizzata) e dei formaggi (tra cui l'Asiago).

Settore secondario
L'industria è il settore più attivo in città in particolare il settore orafo e dei gioielli, di cui Vicenza è considerata la capitale. La manifestazione fieristica VicenzaOro è tra le più importanti al mondo nel settore. Accanto ad un sistema di piccole-medie industrie orafe troviamo realtà che, nel corso degli anni si sono affermate in tutto il mondo come Pianegonda, Chimento e Facco Corporation solo per citarne alcune.

Ma la Zona Industriale Ovest si contraddistingue per una molteplicità di aziende diverse che vanno dal colosso delle costruzioni Maltauro, all' industria chimico farmaceutica Zambon, fino alle acciaierie AFV Beltrame e Valbruna.

Tra le industrie più importanti del settore abbigliamento presenti nel territorio berico troviamo il Gruppo Marzotto, la Diesel SpA, Gas Jeans, la Dainese (leader nell'abbigliamento sportivo, fornitrice di diverse scuderie del motomondiale), Pal Zileri (abbigliamento elegante per uomo) e Bottega Veneta (che fa parte del gruppo fiorentino Gucci).

Settore terziario
La città è conosciuta in tutto il mondo per essere patria artistica di Andrea Palladio e grazie a lui, dal 1994 è città patrimonio mondiale dell'umanità - UNESCO; ogni anno è visitata da turisti da tutto il mondo e, nonostante il flusso turistico si stia sempre di più portando verso il mordi-e-fuggi, la città è tappa fissa nel tour veneto vista anche la vicinanaza con Venezia e Verona. Inoltre le importanti manifestazioni fieristiche s'intersecano con l'offerta turistico culturale della città che è notevolmente migliorata negli ultimi anni grazie all'apertura di nuovi musei e alla creazione di eventi di richiamo.

In città sono presenti diversi istituti bancari e le principali banche italiane hanno a Vicenza almeno una filiale. La città è la sede della Banca Popolare di Vicenza che è presente, o direttamente o attraverso banche del gruppo, in tutta Italia. È stata la sede della Banca Cattolica del Veneto fino al momento della fusione con il fallito Banco Ambrosiano (il nome infatti diventerà Banco Ambrosiano Veneto) che mantenne in città la sede legale. Dopo la creazione di Banca Intesa, Vicenza è diventata uno dei centri direzionali dell'istituto. In centro storico è presente, inoltre, la direzione Veneto Centrale di Unicredit e la sede del Banco Desio Veneto (gruppo Banco Desio).

Fiera di Vicenza
Nata ufficialmente come Fiera Campionaria nel 1948 aveva come presidente Gaetano Marzotto e vicepresidente Giacomo Rumor. La sede era presso i Giardini Salvi in pieno centro. Con il trascorrere degli anni s'intuisce l'importanza di dare alla struttura nuovi spazi. Viene scelta l'area di Vicenza Ovest (dove andava pian piano formandosi la zona industriale), vicina all'autostrada A4 e fuori dal centro storico. Nel 1971 viene inaugurata la nuova struttura.

Il quartiere si sviluppa oggi su 62.500 mq. e oggi la Fiera di Vicenza è la prima in Italia per livello di visibilità e prima in Europa per rapporto tra numero dei dipendenti e fatturato complessivo. Nel 2007 l'ente è diventato una società per azioni e la fiera è stata oggetto di un leggero restyling delle strutture esterne. Importanti lavori di ristrutturazione sono attesi per i prossimi anni (prevista la demolizione di alcuni padiglioni e la costruzione di nuovi) all'insegna del nuovo slogan della fiera: Nothing as before (Niente come prima).

Oggi le fiere vicentine sono suddivise in 3 gruppi di mostre: le mostre orafe, le fiere dell'innovazione, le fiere del pubblico.

- VicenzaOro (sezione First in gennaio, Charme in maggio, Choice in settembre): è una delle fiere più importanti al mondo per l'industria orafa ed è acclamata per gli standard di eccellenza raggiunti nella manifattura dell'oro nei prodotto esposti.
- Spaziocasa (febbraio)
- Abilmente (marzo e ottobre)
- Luxury and yachts, il salone del lusso (marzo)
- Tempolibero (marzo)
- VicenzArte (marzo)
- InstallerExpo (ottobre)
- Medmatic@ (ottobre)
- Mondomotori show (ottobre)
- Vicenza Numismatica (ottobre)
- Incontro aziende-studenti (novembre)

Aeroporto
La città è stata servita fino al 2008 da un piccolo aeroporto, prima militare, poi aperto al traffico civile. L'aeroporto "Tommaso Dal Molin" sorge a ridosso della città, a 5 km dal centro cittadino, nell'area che è stata destinata alla costruzione di una nuova base militare americana oltre alla caserma Ederle. L'iniziativa ha diviso in due la cittadinanza, che ha dato vita a comitati, raccolte di firme e ad un presidio permanente. A questo proposito il governo ha nominato l'onorevole Paolo Costa come commissario straordinario di governo per l'ampliamento dell'insediamento militare americano all'aeroporto. Sul futuro dell'aeroporto civile stesso sono stati espressi diversi dubbi. L'aeroporto è stato cancellato dalle carte di navigazione e la pista è in corso di demolizione per la costruzione della base militare.

Gastronomia
Numerosi sono i piatti tipici del territorio vicentino.

Fra i primi piatti sono rinomati il risotto con i bruscandoli che si raccolgono al margine dei sentieri nei boschi dei Colli Berici, risi e bisi o la pasta e fagioli alla vicentina, che si differenzia da quella preparata nelle altre zone del Veneto per l'utilizzo di tagliatelle all'uovo, o anche la panà o zuppa di pane raffermo e brodo di pollo.

Piatto assolutamente locale sono i Bigoi co' l'arna, sorta di grossi spaghetti di grano tenero tradizionalmente trafilati col torchio girato a mano e conditi con un ragù di anatra. Tipici inizialmente della cittadina di Thiene, sono stati con il tempo apprezzati in tutta la provincia

Fra i secondi piatti ricordiamo il bacalà alla vicentina, comparso sulle tavole vicentine nel XVI secolo: esso è un piatto a base di stoccafisso servito su un letto di polenta.

La sopressa Vicentina è una sorta di grosso salame del diametro di circa 8 cm, prodotto con carne di solo maiale (possono essere utilizzate spalla, prosciutto, capocollo, ma anche altre parti del suino), sale, pepe e salnitro, privo di conservanti. Anch'essa è caratterizzata dal marchio D.O.P..

Un prodotto particolare, tutelato come presidio Slow Food è l'oca in onto prodotta un tempo in tutto il veneto, ma soprattutto nel basso vicentino e sui Colli Berici.

Un dolce molto rustico, la putana di farina di mais e fichi, si vende oggi nelle pasticcerie in una versione ingentilita che sta a metà tra la pinza veneta e la nicolotta veneziana. La versione tradizionale prevede un dolce di farina gialla, strutto e alloro, con poco zucchero e arricchita di mele, uva appassita in granaio, fichi secchi, noci e talvolta scorza d'arancia grattugiata. Si cuoceva sotto le braci del focolare ancora sino all'anteguerra. La versione attuale si compone di farina gialla, pane ammollato nel latte, burro, zucchero o miele, canditi, uvetta, pinoli. L'autoironia di un'équipe di pasticceri vicentini ha portato alla creazione ex novo di un dolce denominato la gata (derivato dal soprannome "Vicentini magnagati") che utilizza ingredienti della tradizione (non manca un goccio di grappa), nel tentativo di colmare la lacuna nella gastronomia locale che di fatto non ha un dolce tipico.

Importante anche la produzione vitivinicola che s'inserisce in varie parti del territorio provinciale.

Principali impianti sportivi della città
- Stadio Romeo Menti, via Schio 21
- Palestra comunale Piarda Fanton, contrà Burci 20
- Palestra di atletica pesante Umberto I - 1875, via Carducci 29
- Palasport "PalaReWatt", via Goldoni 12
- Palasport "Palalaghetto", via lago di Pusiano 35
- Pattinodromo, viale Ferrarin 75
- Acquapark "Piscine di Vicenza", viale Ferrarin 71
- Piscina comunale "San Pio X", via Giuriato 103
- Campo di atletica "Guido Perraro", via Rosmini 8
- Campo beach volley e calcio "G.S. San Paolo", via Goldoni 8
- Palascherma, via Riello 150
- Stadio di rugby, strada s. Antonino 105
- Stadio di baseball "Pomari", via Bellini 59
- Bocciodromo comunale, via Rossi 198
- Palestra comunale "Ferrovieri", via Baracca 51

Soprannome
Gli abitanti di Vicenza vengono scherzosamente chiamati magnagati. L'origine di tale termine secondo alcuni potrebbe risalire al periodo della peste del 1600. Documentazioni dell'epoca mostrano che a Vicenza si allevassero i gatti come lotta ai topi con l'effetto di attenuazione dell'epidemia. Tale rilevazione fu comunicata alla Repubblica Serenissima e venne subito girata alle altre città venete che provvederono ad imitare l'esempio di Vicenza. Quando la pestilenza terminò è verosimile pensare che la popolazione affamata di tutte le città mangiasse i gatti. Vicenza, arricchitasi di gatti prima delle altre città, rimase, per così dire, in testa alla classifica di tale tipo di alimentazione attirandosi così l'attributo di città di magnagati. Al momento il gatto rappresenta a Vicenza numerosi circoli culturali e sportivi.

N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera Wikipedia. Tutti i testi di Wikipedia sono rilasciati sotto licenza GFDL.
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