Mirano (Miràn in dialetto veneto) è sede municipale dell'omonimo Comune di 26.578 abitanti in provincia di Venezia ed è composto dalle frazioni di: Ballò , Campocroce di Mirano, Mirano (Capoluogo), Scaltenigo, Vetrego, Zianigo. In termini ecclesiastici tutte le frazioni hanno parrocchie della Diocesi di Treviso.
Stemma e gonfalone, onorificenze
Stemma
Il Bonamico riporta il brevetto rilasciato dall'Imperatore d'Austria:
Dall'Imp. Regia Aulica Cancelleria riunita. Sua Maestà I.R.A. con graziosissima risoluzione in data 20 ottobre 1846, si è degnata di concordare al Comune di Mirano, Provincia di Padova nel regno Lombardo-Veneto, che possa far uso della antica sua arma. È perciò viene rilasciato il presente alla Comune di Mirano onde legittimare l'uso dell'arma di cui ha il diritto di servirsi e di cui appiedi si aggiunge la descrizione cioè : uno scudo rosso, che viene attraversato da una croce d'argento,nel quarto superiore a destra vi si trova una simile piccola croce d'argento; lo scudo viene contornato da una cornice d'oro lavorata ad arabesco. Allorquando si adopera quest'arma per suggello di dovrà far uso nel contorno della seguente legenda: Sigillo del Comune di Mirano. Quest'arma non verrà cambiata senza ulteriore approvazione. Vienna 23 giugno 1847 (L.S.) Carlo Conte D'Hizaghi Cristino Ott. I.R. Console Aulico.
Lo stemma di Mirano ha la stessa simbologia araldica di quello della città di Treviso: uno scudo rosso e la croce d'argento con l'aggiunta, nel quarto superiore di destra dello scudo (a sinistra per chi lo guarda) di una piccola croce sempre d'argento. Nell'araldica civica italiana la croce è tipica delle città aderenti al partito guelfo. L'uso del metallo argento è di gusto francese perché furono i crociati Francesi ad adottare la croce argentata negli scudi per distinguersi dagli altri crociati. La ripetizione dei simboli (la croce) non è rara nella logica medioevale e, forse, potrebbe essere un omaggio agli antichi rapporti con la città di Treviso.
Onorificenze conferite alla Città
La città di Mirano è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
Il Ministero della Difesa ha insignito il Comune , decreto del 28 giugno 1985, con la seguente motivazione:
« "Fin dal settembre 1943 Mirano si prodiga generaosamente aiutando gli sbandati, gli oppressi e trasformandosi in centro di lotta. Senza cedere alle rappresaglie nazifasciste del 1944 e rifiutando ogni compromesso, sostiene ed alimenta la lotta partigiana fino alla insurrezione dell'aprile 1945. Nobile esempio di patriottiche e civiche virtù. »
(Mirano settembre 1943 - aprile 1945" )
Generalità
Il territorio di Mirano è pianeggiante (dai 6 a 12 metri slm) e si estende nell'area nord-ovest della Provincia di Venezia, in una posizione baricentrica rispetto ai tre capoluoghi di provincia: a circa 20 km da Venezia, 25 da Padova e 26 da Treviso. Si trova nel cuore del comprensorio del Miranese, che comprende storicamente altri sei Comuni: Martellago, Noale, Salzano, Santa Maria di Sala, Scorzè e Spinea. Il paesaggio si presenta con le caratteristiche del territorio pianeggiante della campagna veneta con i segni rurali ed urbani frutto dei secoli trascorsi: dalla urbanizzazione romana con il graticolato romano (grandi appezzamenti baulati divisi da siepi e percorso da lunghe strade rettilinee che s'intersecano ad angolo retto), alle opere di regolamentazione delle acque del fiume Muson del periodo della Repubblica di Venezia e alla presenza di ben 36 ville e parchi edificate dalla nobiltà veneziana tra il Seicento e il Settecento.
Idrografia
L'idrografia del comune di Mirano comprende il Fiume Muson Vecchio e il suo Canale Taglio, Canale Lusore. Altri canali minori: Balzana, Caltressa, Cognaro, Menegon, Veternigo, Pionca, Volpino, Comunetta, Cesènego.
Storia
Epoca Romana
Il toponimo, anticamente Miranum, deriverebbe da mira cioè "specola", "osservatorio" e condivide l'etimo con la vicina Mira. Il riferimento sarebbe ad un torre di avvistamento romana, posta a salvaguardia del territorio bonificato e poi segnato dal graticolato (31 a.C.) opera dell'imperatore Augusto. Testimonianza di ciò è, oltre all'attuale impianto stradale che ricalca le antiche geometrie, il toponimo della strada Desman che indica l'antico decumano massimo, congiungete il territorio del comune di Mirano (frazione di Zianigo) a San Giorgio delle Pertiche.
Medio Evo
Dopo la caduta dell'impero Romano e le conseguenti distruzioni barbariche il territorio miranese fu riorganizzato da Vitaliano Primo da Padova, un legionario fedele all'impero romano d'Oriente. Nel 588 vi fu l'assedio di Padova da parte dei Longobardi con il coinvolgimento di Mirano e successivamente il territorio passò in proprietà ai Collalto, signori longobardi, che lo aggregarono ai loro possedimenti (zona di Susegana, provincia di Treviso).. Nel 972 l'imperatore Ottone I, elargisce al vescovo di Frisinga alcuni beni del miranese e concede il diritto di macellazione lungo le rive il fiume Muson da qui la probabile origine del toponimo "Scortegara" in località della frazione di Zianigo. Nel 1008 il territorio della frazione di Ballò viene infeudato da vescovo di Treviso. Nel 1117 l'abate Pietro dell'Abbazia Sant'Ilario di Venezia acquistò dai Conti della Marca Trevigiana, Arsedisio e Vidotto di Collalto, alcune zone del miranese. Nel 1152 la bolla di papa Eugenio III indirizzata al vescovo di Treviso attesta l'esistenza della chiesa San Michele di Mirano e la chiesa di Zianigo. Nel 1170 le pievi di Ballò e Scaltenigo risultano suffraganee dell'antica pieve Borbiago. Nel periodo dello splendore comunale della città di Padova, Mirano ritornò nuovamente sotto l'influenza patavina provvedendo alla costruzione di un castello a propria difesa . Nel 1229 Mirano fu oggetto alle scorribande degli Ungari, e alle lotte fra Padova e Treviso. Dal 1237 al 1256, fu sottomessa alla tirannia di Ezzelino III da Romano.
« A liste di color vermiglio e bianco
segnata de' due conti è la bandiera:
Nantichier di Vigonza è loro al fianco,
e conduce con lui la terza schiera;
Vighezzolo e Vigonza e Castelfranco
seco ha in armi e, di là da la riviera
de la Brenta, le terre ove serpeggia
la Tergola e 'l Muson fremendo ondeggia.
Camposanpier, Balò, Sala e Mirano,
Strà, la Mira, Oriago, il Dolo e Fiesso,
Arin, Caltana, Melareo, Stigliano,
e 'l popol di Bogione era con esso.
Ne lo stendardo il cavalier soprano
l'antico segno ha di sua schiatta impresso,
ch'una sbarra di vaio è per traverso
in campo d'oro, e 'l fregio è bianco e perso.»
(Alessandro Tassoni, La secchia rapita - Canto ottavo, versi 20 e 21)
Nel 1272 Mirano tornò sotto il governo del libero comune di Padova, che provvide ad una nuova fortificazione del paese con un presidio di 300 fanti e 200 cavalieri. Nel 1303 Bolzonella, unica figlia ed erede del conte Pietro da Peraga (famiglia), portò in dote al conte Badoero, potestà di Padova, vari possessi terrieri, fra cui Mirano. Tra il 1319 e il 1320 Cangrande della Scala, in guerra contro Padova, assalì e distrugge completamente il castello di Mirano. Le uniche tracce di quel periodo sono rimasti solo i toponimi "Castellantico, Bastia Entro, Bastia Fuori". Nel 1325 il territorio di Mirano ritorna proprietà della famiglia di Filippo da Peraga (famiglia). Nel 1331 il castello di Mirano viene occupato dai veneziani ma nel 1337 ritorna sotto il controllo di Padova.
La Repubblica di Venezia (1403 – 1797)
Nel 1403 Mirano cadde in mano alle milizie veneziane. Dal 1405, con la conquista di Padova da parte della Serenissima, Mirano e il suo territorio fu assoggettato alla Repubblica di Venezia fino alla sua caduta (1797).
Il 6 settembre 1477 il Senato della Repubblica di Venezia decretò e autorizzò il mercato del lunedì e la Fiera di San Matteo per i giorni di 21-22-23 settembre; ora la Fiera viene svolta alla domenica seguente il terzo sabato del mese di settembre.
Nel 1509 Mirano subì le devastazioni dell'esercito imperiale durante le guerre della Lega di Cambrai. In questo periodo il miranese Alvise Dardanio diede un contributo indispensabile alla riconquista di Padova da parte della Repubblica di Venezia e perciò fu ricompensato dal Senato con l'onorificenza di Cancelliere Grando, massima carica della Serenissima per un cittadino non nobile.
Nel 1612 la Serenissima terminò l'escavazione del Canale Taglio , un'opera di grande ingegneria idraulica: un canale pensile e rettilineo, per convogliare le acque, dal Bacino inferiore di Mirano del fiume Muson Vecchio a Mira (VE) nella Riviera del Brenta. La parola "Taglio" deriva dal fatto che il canale è stato escavato con una direzione perpendicolare al naturale deflusso delle acque verso la laguna di Venezia dei canali Pionca, Comunetta, Cesènego, Lusore, Menegon e il fiume Tergola, che furono convogliate con la costruzione di altrettanti sifoni in pietra sottostanti al letto del "Taglio". Successivamente la Serenissima proseguì i lavori, col nome di canale Taglio Nuovissimo ,da Mira Taglio per tutta la conterminazione lagunare fino a Chioggia. Il canale Taglio rese così Mirano un importante capolinea della navigazione fluviale veneziana. Questo collegamento fluviale del Taglio favorì il suo sviluppo industriale e commerciale dal periodo successivo all'unione del Veneto (1866) al Regno d'Italia fino all'epoca dei trasporti su strada.
Nel 1766 la Serenissima censiva 5161 abitanti ripartiti su 1036 famiglie così suddivise: Mirano capoluogo (497), Campocroce di Mirano (125), Scaltenigo (129), Vetrego (62), Ballò (62), Zianigo (181). Il domino veneziano portò, soprattutto nel XVII - XVIII secolo, un lungo periodo di pace durante il quale Mirano diventatò Vicaria e raggiunse il suo massimo splendore. In quel periodo furono costruite, con un grande potenziamento dell'agricoltura, una trentina di ville aristocratiche, di case padronali e rurali, che ancor oggi esistenti.
Rivoluzione Francese e Regno d'Italia (napoleonico) (1797 - 1814)
Nel 1797 Mirano, dopo la caduta della Repubblica di Venezia, venne occupata dalle truppe di Napoleone. I francesi abrogarono la Vicaria e istituiscono una municipalità rivoluzionaria. L'entusiasmo rivoluzionario portò ad abbattere tutte le insegne della Serenissima, compreso il leone di San Marco, che era innalzato su di una colonna in piazza a Mirano nel XV ed era stato restaurato nel 1617. Mirano diventò, secondo l'organizzazione napoleonica: Comune, sede di "Cantone" nel "Distretto" di Camposampiero, "Dipartimento" di Padova.
Regno Lombardo-Veneto (1814-1866)
Dal 1814 al 1852 il Comune di Mirano diventa capoluogo dell'omonimo "Distretto", della nuova provincia di Padova, al quale vengono uniti i comuni di Salzano, Noale, Scorzè, e viene istituito un "Regio Commissariato di Polizia" e una "Pretura". Nel 1842 venne costruita la ferrovia tra Padova e Mestre, creando così una ulteriore divisione del territorio della frazione di Vetrego. Dal 1853 il "distretto" di Mirano venne aggregato alla Provincia di Venezia.
Regno d'Italia (1866- 1946)
Fino alla fine del 1900 il centro di Mirano capoluogo era formato da un'isola. Un ramo minore del Muson fiancheggiava l'attuale "Via Castelantico", lambiva a sud il parco di "villa Errera" per ricongiungersi al "Bacino di sotto". Al fine di permettere l'arrivo del tram da Mestre questo ramo minore fu interrato e fu creata la attuale grande piazza, con l'ovale pavimentato al centro, intitolata allora a Vittorio Emanuele II con un monumento. Nel 1903 viene ricostruita e ricollocata al suo vecchio posto, in piazza a Mirano, la colonna con il leone di San Marco: la nuova statua è opera dello scultore Urbano Bottazzo. Nel 1933 viene inaugurata l'autostrada Venezia- Padova (attuale tratto della A4) creando così la terza divisione del territorio della frazione di Vetrego.
La lotta di Liberazione (25 luglio 1943 al 27 aprile 1945)
Tra il 25 luglio 1943 e il 27 aprile 1945 morirono per fucilazione o trucidati 15 partigiani. A loro è stata dedicata la piazza principale, un tempo piazza Vittorio Emanuele II, ora piazza Martiri per la libertà.
Per i dettagli del periodo e per un breve profilo dei combattenti vedere la Brigata partigiana Martiri di Mirano.
Repubblica Italiana
- 1963: inaugurazione edificio Istituto Professionale di Stato, attuale Giovanni Ponti.
- 1966: adozione normativa per la salvaguardia del Centro Storico di Mirano Capoluogo.
- 1968: separazione gestione tra Ospedale di Mirano e Casa di Riposo Luigi Mariutto
- 1969: acquisizione da parte dell'Amministrazione Comunale del Parco e della Villa Belvedere sito nel Centro Storico.
- 1969: adozione primo Piano Regolatore Generale
- 1969: approvazione del progetto per il nuovo Ospedale dell'architetto Giancarlo De Carlo.
- 1975: acquisizione, con esproprio, da parte della Amministrazione Comunale del Parco e della Villa Morosini, ora XXV aprile,
- 1975: partecipazione alle attività della Biennale di Venezia con la partecipazione del regista Jerzy Grotowski.
- 1975: inaugurazione, in Piazza Martiri, del monumento al partigiano; un' opera dello scultore Augusto Murer su progetto del professor Valeriano Pastor.
- 1978: acquisizione da parte della Casa di Riposo Luigi Mariutto del parco e della villa Bianchini , ora I° maggio, nella frazione Zianigo e del parco e della villa Tessier nel Centro Storico
- 1978: inaugurazione dell'edificio del Centro di Distretto Scolastico, progetto architetto Chiviri(?) per gli istituti superiori.
- 1980: nascita del quartiere PEEP di via Aldo Moro utilizzando le terre espropriate, con legge dello stato, alla famiglia Errera.
- 1985: acquisizione e ristrutturazione della Amministrazione Comunale e delle Barchesse della Villa Errera, attualmente ad uso Biblioteca comunale, sala consiliare, sale di riunione .
- 1995: Mirano, città della Pace (delibera Consiglio comunale del 27 luglio 1995.
- 2002: riconoscimento del titolo di Città al Comune di Mirano, Decreto Presidente della Repubblica del 16 marzo 2002).
- 2001: costruzione della fontana della Pace nell'ex piazzetta delle Erbe.
- 2006: inaugurazione del Nuovo Teatro comunale le Cime in Centro Storico (9 settembre).
Luoghi d'interesse
Monumenti
- in piazza Martiri : il monumento di Augusto Murer in ricordo dei partigiani trucidati
- viale delle Rimembranze : statua di Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d'Italia. La statua fu collocata nel viale dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Chiese
In Mirano capoluogo :
- Duomo di San Michele a Mirano capoluogo, sede dell'omonima parrocchia con circa 13000 abitanti.
La pieve d Mirano ha avuto una struttura di tipo conventuale . Nel XV secolo fu priorato dell'Ordine degli Agostiniani. Nel 1477 il priorato fu incorporato al convento della antica Congregazione di San Giorgio in Alga di Venezia. Nel 1668 i beni della pieve furono venduti dalla Repubblica di Venezia al priore del Convento della Lattuga, sempre in Venezia.
Il duomo di San Michele Arcangelo, patrono della parrocchia, è il rifacimento avvenuto nel XVII secolo di una precedente chiesetta rinascimentale , annessa ad un convento. I lavori iniziarono il 6 luglio 1680 e terminarono con la consacrazione del vescovo della Diocesi di Treviso, Giovanni Battista Sanudo, il 3 giugno 1696. Dal 1768 è gestito dai preti della Diocesi.
All'interno del duomo il soffitto, in un'unica navata, è maestosamente affrescato con il "Giudizio Universale", opera più significativa del pittore di Belluno Giovanni De Min (1786- 1859). Le altre principali opere sono: le statue degli angeli e del San Michele Arcangelo sono dello scultore di Asolo Giuseppe Torretto ( 1664-1743) maestro di Antonio Canova. Una pala d'altare " Miracolo di Sant'Antonio" è opera di Giambattista Tiepolo , eseguita nel 1760.Un'altra pala importante del 1583 è quella del pittore Paolo Fiammingo per l'altare di San Girolamo.
- Chiesa San Leopoldo Mandic, sede della parrocchia Porara con circa 3000 abitanti.
Palazzi e ville
Nel territorio del comune ci sono ben 36 ville venete censite .
Cultura
Feste e fiere
- Fiera di San Matteo (terzo lunedì di settembre)
- Il gioco dell'oca (seconda domenica di novembre)
N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera
Wikipedia.
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